
Il Museo Diffuso Castel Santa Maria di Terranuova Bracciolini
Terranuova Bracciolini fu fondata nel XIV secolo dalla Repubblica fiorentina come una delle tre “Terre Nuove” del Valdarno. Oggi possiamo riscoprire il suo passato attraverso il Museo Diffuso della Terra Nuova di Castel Santa Maria.
Questo museo non ha sale, vetrine o biglietterie: il suo spazio espositivo è il centro storico stesso, con le sue mura medievali, le chiese dei popoli fondatori, i palazzi signorili e i cortili silenziosi che custodiscono secoli di storia. Un percorso vivo, da vivere camminando, che trasforma ogni vicolo e ogni pietra in un documento da leggere.
Le radici di Terranuova Bracciolini
Terranuova Bracciolini nasce nel XIV secolo come terra murata, uno dei caposaldi con cui la Repubblica fiorentina consolidò il proprio dominio nel Valdarno, insieme a Castel San Giovanni, l’odierna San Giovanni Valdarno, e Castelfranco di Sopra.
Dentro le mura trovarono posto i sei popoli del contado che si trasferirono nel nuovo insediamento, i Mori, i Ganghereto, le Cave, il Pozzo, il Terraio e la Pernina, portando con sé le proprie tradizioni e ricostruendo all’interno delle mura le chiese dei villaggi di origine. Accanto a queste, la Pieve di Santa Maria Bambina fu eretta come luogo di raccolta dell’intera comunità nelle grandi festività civili e religiose. È questo straordinario palinsesto storico che il Museo Diffuso vuole restituire al visitatore: non chiuso in una sala, ma visibile e percorribile direttamente nei luoghi in cui la storia è avvenuta.
Tre itinerari per riscoprire la città
Il museo è strutturato in tre itinerari tematici, pensati per essere seguiti con uno smartphone grazie a un sito web ottimizzato per la visita in mobilità: la geolocalizzazione aiuta il visitatore a orientarsi, mentre i QR code disseminati nei punti di interesse aprono schede di approfondimento con testi, foto e documenti d’archivio.
Il primo itinerario percorre il sistema delle mura e delle fortificazioni: torri d’angolo, camminamenti, porte e fossati, leggibili ancora oggi nei tratti superstiti della cinta muraria. Il secondo accompagna alla scoperta delle chiese dei popoli fondatori, ognuna specchio dell’identità del gruppo che la costruì, con affreschi trecenteschi e opere di grande valore ancora conservate in loco. Il terzo apre le porte ai palazzi, agli oratori, agli ospizi e agli orti urbani, raccontando l’evoluzione dell’architettura dal Trecento fino ai secoli successivi.
Il landmark del museo è la Torre di San Luca, recentemente restaurata e visitabile insieme alla torricella adiacente: due degli esempi più significativi del sistema difensivo ancora esistenti, e punto di partenza ideale per l’esplorazione del centro storico.
Scavi, reperti e nuove scoperte
Proprio durante i lavori di recupero della piazza della Torre di San Luca sono emersi reperti archeologici risalenti all’epoca della fondazione di Castel Santa Maria, ancora in corso di studio: i resti di una fornace e di una fonderia, e quella che potrebbe essere l’abitazione di uno speziale. Tracce concrete della vita quotidiana dei primi abitanti del castello medievale, che troveranno collocazione permanente all’interno della torre stessa, arricchendo nel tempo il percorso museale.
Un museo in continua crescita
Il Museo Diffuso è concepito fin dalla sua origine come un progetto aperto e in costante implementazione: i contenuti digitali potranno essere ampliati, i reperti trovare nuova musealizzazione, i percorsi arricchirsi di nuovi punti di interesse. Un museo che cresce con la città e con la ricerca, pensato tanto per i cittadini quanto per i visitatori che vogliono scoprire Terranuova al di là delle guide tradizionali.
Per la sua unicità, primo e unico esempio in Toscana di museo diffuso dedicato alla storia medievale di una terra murata fiorentina, il progetto punta a entrare a far parte del Sistema dei Musei di Importanza Regionale, riconoscimento che ne consacrerebbe il valore su scala regionale.